XXIX CONVEGNO DELLA SOCIETA' ITALIANA DI CANCEROLOGIA
Genova, 27-30 Ottobre 2002

La Società Italiana di Cancerologia SIC conta centinaia di associati, laureati in medicina e chirurgia, ma anche in scienze biologiche, fisiche, chimiche, naturali e affini, e costituisce una realtà presente da molti, anni nel nostro paese. Dal 1958 ad oggi sono state organizzate 43 riunioni suddivise in 15 Congressi nazionali triennali e 29 Simposi nazionali annuali. L'ultima manifestazione (XXIX Simposio "Dall'oncologia Molecolare alla Terapia Molecolare") si é tenuta a Genova dal 27 al 30 ottobre 2002 in collaborazione con la Scuola Superiore di Oncologia e Scienze Biomediche; il programma scientifico é stato organizzato dal  Consiglio direttivo con il suo presidente, Giancarlo Vecchio e dalla Dott.ssa Adriana Albini co-segretaria scientifica della Società Italiana di Cancerologia.Le sessioni che si sono alternate nel corso del Simposio hanno affrontato argomenti di rilievo riguardanti l'oncologia sperimentale e traslazionaIe con un'attenzione particolare agli approcci anti-tumorali più innovativi e, come sottolineato dal titolo del convegno, all’applicazioni cliniche delle scoperte molecolari. L'ampiezza delle tematiche riguardanti i diversi settori della ricerca oncologica, sia di base che medica, ha permesso una più ampia visione d'insieme delle diverse strategie terapeutiche e delle prospettive future.

La co-segretaria SIC e organizzatrice scientifica Prof.ssa Adriana Albini

 

Il presidente della SIC Prof. Giancarlo Vecchio con il presidente onorario del Convegno Prof. Leonardo Santi

Nella giornata inaugurale del simposio Giancarlo Vecchio,  presidente della SIC, e Adriana Albini, organizzatrice dell'evento, hanno aperto i lavori. Per il saluto delle autorità sono intervenuti il Direttore Scientifico dell' IST, Lucio Luzzatto e il Direttore Scientifico dell'Istituto Gaslini, Lorenzo Moretta, il Direttore della Scuola di Specialità di Oncologia di Genova, Francesco Boccardo. Il convegno é iniziato con la sessione ISO introdotta dall'intervento del professor Leonardo Santi, in qualità di direttore dell'Istituto Superiore di Oncologia e Presidente Onorario del Convegno. In questa occasione la Società gli ha consegnato una targa di riconoscimento.

 

Paolo Di Fiore, primo relatore della sessione dedicata agli oncogeni e chinasi come bersaglio di terapia, moderata da Giancarlo Vecchio e Roberto Accolla, ha presentato un'applicazione della nuova tecnologia di microarray tissutali per identificare pool di geni. E' seguito l'intervento di Ada Sacchi che ha aggiornato sulla funzione dell'oncogene p53 come bersaglio diretto o indiretto di terapia dei tumori. Massimo Santoro é intervenuto spiegando il ruolo del segnale oncogenico attivato dal recettore tirosinico RET e ha presentato gli studi sulle varie classi di molecole capaci di inibire questa importante via di segnalazione cellulare. Alberto Gulino ha illustrato il ruolo di geni regolati dal fattore di crescita epidermico durante il differenziamento e la proliferazione di cellule neuronali, mentre la conclusione della sessione é stata caratterizzata dall'intervento di Gian Paolo Tortora che ha sottolineato l'importanza di utilizzare terapie oncologiche combinate individuando molecole in grado di colpire il tumore agendo a più livelli.

 

La seconda giornata dei lavori si é aperta con il simposio dedicato alle nuove applicazioni terapeutiche basate sull'utilizzo di strategie cellulari e molecolari. Nel corso di questa sessione, moderata da Stefano Iacobelli, Massimo Aglietta ha esposto le possibili applicazioni in campo clinico dei trapianti di cellule staminali sottolineando i vantaggi, ma anche i limiti, di questa tecnica innovativa di grande attualità. Lorenzo Moretta ha presentato un approccio di terapia cellulare e immunologica basata sull'attività antitumorale dei linfociti Natural Killer con particolare riguardo al ruolo dei loro recettori coinvolti nella risposta immunitaria diretta alle cellule tumorali. Alfredo Fusco ha proposto come nuovo target terapeutico le proteine HMGA espresse ad alti livelli nei tessuti tumorali in particolare nei carcinomi mammari dove la loro overespressione correla con un fenotipo maligno della neoplasia. Nel suo intervento, Andrea Ardizzoni ha presentato dati relativi alle reali applicazioni cliniche di terapie innovative periI trattamento dei tumori solidi, mettendo in luce i vantaggi rispetto alle strategie convenzionali ma anche i problemi non ancora risolti e la necessità di individuare terapie indirizzate verso bersagli molecolari sempre più specifici. Nello stesso simposio, Dario Papi ha mostrato un esempio concreto dell' applicazione diagnostica delle più moderne tecniche di biologia molecolare presentando un sistema ad alta sensibilità che permette di valutare la resistenza ai farmaci della leucemia mieloide cronica. La sessione pomeridiana, moderata da Francesco Boccardo e Sandro Grilli, é stata dedicata alla presentazione di studi su farmaci di origine naturale che vengono considerati da un sempre maggior numero di scienziati come una promettente strategia nella terapia e soprattutto nella prevenzione dei tumori. Il simposio ha visto protagonisti due ospiti stranieri. Bernard Weinstein ha fornito una panoramica di nuovi bersagli molecolari per la chemioprevenzione ed ha illustrato le interferenze sulle vie di segnale di alcune molecole di origine naturale. Jose Jimeno ha presentato i suoi studi sugli effetti molecolari di farmaci anti-tumorali derivati da organismi marini che già sono in fase di sperimentazione clinica. Il tema della chemioprevenzione dei tumori é stato affrontato dal punto di vista clinico nell'intervento di Andrea Decensi, dello IEO di Milano, che ha presentato i dati di prevenzione del tumore alla mammella in soggetti a rischio trattati con farmaci antagonisti parziali dell'ormone estrogeno come il tamoxifen e il raloxifen. Silvio De Flora ha mostrato gli effetti chemiopreventivi sia di glutatione e NAC, molecole antiossidanti,  che degli anti-infiammatori non steroidei, utilizzando modelli sperimentali cellulari e animali.

                      

Nella mattinata di martedì, l'argomento principale della sessione, moderata da Angela Santoni e Spiridione Garbisa é stato il microambiente tumorale, in particolare le interazioni tra il tumore in via di formazione e le cellule "normali" dei tessuti circostanti. Bloccare la comunicazione del tumore con l'ospite isolando le cellule trasformate é considerata una delle strategie vincenti nella  lotta contro il cancro. Nell'ambito della sessione Silvia Giordano ha evidenziato il ruolo dei recettori presenti sulla superficie delle cellule tumorali e la loro cooperazione nel trasdurre segnali invasivi in risposta allo stimolo di ligandi presenti nell’ambiente circostante il tumore. In particolare ha focalizzato l'attenzione sulle funzioni delle semaforine, una classe di molecole ampiamente espresse nei tessuti che si legano a recettori specifici (plexine). L'intervento di Maria Graziella Persico ha sottolineato il ruolo cooperativo del PLGF (Placental Growth Factor) con VEGF nell'angiogenesi patologica. Anna Bagnato ha invece indicato il recettore dell 'endotelina, un peptide vaso-attivo, come nuovo bersaglIo per approcci terapeutici anti-tumorali. Luciano Zardi ha presentato studi clinici con anticorpi ricombinanti anti- matrice extracellulare. Questo tipo di approccio risulta molto interessante in quanto colpisce l'ambiente peritumorale, il quale risulta qualitativamente e quantitativamente diverso da quello dei tessuti normali, ma che presenta caratteristiche comuni in molti tipi di tumore.

      

Nel corso della sessione dal titolo "Terapia Genica", moderata da Luigi Chieco-Bianchi e Giorgio Parmiani, é intervenuto il Prof. Carlo Croce, che ha illustrato i suoi risultati più recenti relativi ad un approccio di terapia genica basata sul reinserimento del gene oncosoppressore Fhit in modelli tumorali. Luigi Naldini ha proposto una strategia di trasferimento genico basata sull'utilizzo di vettori lentivirali, derivati dal virus  HIV, che si esprimono selettivamente   nei siti di  angiogenesi tumorale. Douglas N oonan ha presentato diversi approcci di trasferimento genico di inibitori endogeni dell'angiogenesi quali ad esempio la citochina IL-12 e gli interferoni di classe I. Nella stessa sessione, Luisa Barzon del gruppo di Giorgio Palù, ha presentato un approccio combinato di terapia genica nel glioblastoma e nei  tumori della tiroide. La lettura Prodi, un evento che ricorda la figura di Giorgio Prodi, scienziato indimenticato nel campo dell'Oncologia Sperimentale Italianà, é stata tenuta quest'anno da Alberto Mantovani, uno dei maggiori ricercatori italiani. Il tema trattato é stato quello attualissimo del ruolo dell'infiammazione nel cancro.
La terza giornata del Simposio ha ospitato anche la tavola rotonda SIC-AIOM, un evento che ha permesso di mettere a confronto i temi dell'oncologia sperimentale con quelli dell'oncologia medica. Il dibattito dal titolo "Dalle molecole alla clinica", condotto da Francesco Cognetti e Gabriella Zupi, ha visto protagonisti Pier Giuseppe Pelicci, con una presentazione sull'applicazione di nuove molecole nella terapia della leucemia mieloide, Raffaella Giavazzi che ha aggiornato circa il ruolo di inibitori dell'angiogene si in combinazione con chemioterapici e i clinici Marcp Venturini e Fortunato Ciardiello che hanno illustrato rispettivamente l'applicazione clinica di inibitori dell' HER-2 nel carcinoma mammario e l'utilizzo di inibitori di EGFR  come farmaci antineoplastici. In particolare Venturini ha condotto un'analisi su problemi e prospettive riguardanti numerose sperimentazioni cliniche con farmaci innovativi.

 

                                                                              

     

  Nel simposio sulla postgenomica, moderato da Lucio Luzzatto e Gabriella Sozzi, Marco Pierotti ha presentato i suoi più recenti risultati sulla caratterizzazione di profili di espressione genica nel carcinoma mammario tramite la tecnica dei microarray, mentre Francesco Marincola ha illustrato il suo lavoro sulla caratterizzazione di alcuni profili molecolari di cellule tumorali in risposta a citochine. Giuseppe Testa, nel suo intervento, ha focalizzato l'importanza di sviluppare nuovi modelli animali transgenici da utilizzare negli studi oncologici. Birgit Anderegg ha concluso la sessione mostrando le potenzialità applicative in campo oncologico della microscopia a dissezione laser.

                                                                                                                

Accanto alle presentazioni dei relatori intervenuti é stato evidente il valore scientifico dei lavori presentati come comunicazioni orali selezionate, così come quello dei posters. Anche quest'anno sono stati premiati i migliori lavori presentati da giovani ricercatori grazie al generoso contributo della Associazione Oncologica Pisana e della gioielleria Natoli di Genova.
In conclusione il Simposio ha rappresentato un momento particolarmente utile per la formazione scientifica dei molti giovani ricercatori che vi hanno partecipato e una valida sede di aggiornamento e confronto per tutti coloro che hanno maturato esperienze nel settore oncologico.

La prossima riunione annuale, nel 2003, sarà organizzata a Bergamo dalla co-segretaria SIC Raffaella Giavazzi.